Siamo in attesa del testo definitivo del nuovo Piano Faunistico Venatorio Toscano, che a giorni sarà reso pubblico.
Come reso noto con propri comunicati e comunicati congiunti sottoscritti da Enalcaccia Toscana, Federcaccia UCT Toscana ed ANUU Migratoristi, siamo a confermare la nostra posizione che rileva molte criticità nei contenuti del Piano, con un testo che indebolisce il ruolo e le funzioni degli ATC, evidenziando, di contro, un riconoscimento a spazi eccessivi ed ingiustificati della componente ambientalista, alla quale vengono affidati addirittura compiti di vigilanza sull’andamento e l’attuazione del piano nel territorio.
Un testo che manifesta a chiare note le pressioni e le posizioni del Movimento 5 Stelle, nuova componente dell’Amministrazione Regionale, le pressioni del mondo dell’agricoltura, con particolare tutele riconosciuta agli istituti privati, relegando invece il ruolo dei cacciatori e delle gestione faunistica ad un ruolo chiaramente ridimensionato.
La dicono lunga le forti limitazioni per l’attività venatoria sui Siti Natura 2000 – SIR e SIC, con l’obiettivo di ridurre gli appostamenti fissi in queste zone, limitando inoltre spostamenti, cambi di titolarità e nuove autorizzazioni; la volontà di voler anticipare le restrizioni di competenza nazionale ed europea sul divieto e limitazione del munizionamento venatorio a piombo, inserendo il divieto non solo nelle aree umidi ma in tutti i siti ZSC, ZPS, SIC, SIR e zone allagate temporaneamente; il ruolo dei cacciatori nelle commissioni di verifica e controllo di ZRC e ZRV, sarà marginale, con ampio riconoscimento alla componente di gestione alla componente agricola; le nuove ZRC potranno essere istituite con un massimo del 30% di territorio boscato, mentre per le AFV si concede che questo parametro sia del 50%; gli istituti privati saranno riconfermati, senza la storica valutazione sui risultati raggiunti; le prove cinofile nelle Zone Natura 2000 e i SIR comprese ZRC e ZRV, subiranno forti limitazioni; nuove AFV e AAV saranno autorizzate senza tener conto della vocazionalità faunistico venatoria dell’uno o dell’altro territorio interessato; sul piano della caccia al cinghiale in squadra, il testo manifesta una forte limitazione della tecnica della braccata negli interventi di controllo del cinghiale all’interno dei siti Natura 2000, dando priorità a catture, girata e abbattimento all’aspetto;
il Piano, infine, propone inoltre di favorire ulteriori prove di tiro ogni due anni per i cacciatori di selezione ed altre misure simili, con costi a carico del cacciatore, già fin troppo tartassato!
Enalcaccia non ci sta!
Le scelte politiche che saranno adottate sul nuovo Piano Faunistico Venatorio Toscano andranno ad incidere fortemente su gestioni di equilibrio consolidate da decenni, in una regione di riferimento a livello nazionale.
E’ impensabile che, con le impostazioni date al nuovo Piano, i cacciatori, mortificati nel ruolo e negli spazi, possano continuare a garantire l’apporto alla gestione agricolo faunistico venatoria sin aggi gratuitamente offerta!
Iacopo Piantini Vice Presidente Nazionale Vicario
U.N. Enalcaccia P.T.



