Pubblicato il: 10 novembre, 2018 in: Regionale
    Al Presidente della Regione Toscana  Enrico  Rossi
           All’assessore della Regione Toscana  Marco  Remaschi
           Ai Componenti la Giunta Regionale Toscana
           Ai Capo Gruppo di Partito del Cons. Reg. Toscano
           Al Dirigente l’attività Venatoria Paolo Banti

Arezzo 24.10.2018

Egregi rappresentanti amministrativi della Regione Toscana, questa Associazione Venatoria Enalcaccia Pesca e Tiro della Toscana è a chiedere, visti i positivi risultati ottenuti, la proroga per almeno altri tre anni della legge regionale n° 10/16, o legge obiettivo emanata nel 2016 della Regione Toscana.
Negli anni passati non si erano riscontrati prelievi sulla specie cinghiale e capriolo, a salvaguardia delle produzioni agricole, come in questi ultimi due anni. I dati sono in vostro possesso ed in quelli del sistema informatico è stato abbattuto un numero tale di ungulati, che i danni provocati da essi ai prodotti agricoli, sono e saranno diminuiti in maniera consistente. Teniamo conto che all’inizio dell’applicazione di detta legge abbiamo dovuto “studiare” le nostre uscite, imparare sul posto i modi e le tecniche che ci permettevano gli abbattimenti, convincere una parte dei cacciatori ad eseguire questi interventi per risolvere, almeno in grossa parte, i danni che essi provocavano ai prodotti agricoli. Come certamente saprete alcuni, per interessi personali, erano contrari al prelievo selettivo delle due specie in aree agricole non vocate. Ultimamente, lavorando sul territorio e nella sensibilità delle persone, (cacciatori) abbiamo organizzato interventi in “girata” ed in battuta (art. 37) sia con cacciatori iscritti alle squadre che con i sele/controllori. Sono così finite, almeno in gran parte, le polemiche fra alcuni cacciatori a completo beneficio della salvaguardia dei prodotti agricoli.
Certo è che la legge va migliorata in alcuni suoi punti, magari snellendo e velocizzando la procedura d’intervento, in modo particolare per effettuare quegli interventi urgenti nel minor tempo possibile dove il danno al prodotto agricolo si manifesta.
Non vorremmo che questa legge diventi la legge del (Far West), dando ai soli agricoltori conduttori o proprietari cacciatori, autorizzazioni all’intervento che durino settimane o mesi anche in previsione dei danni che potrebbero verificarsi non si sa quando e di conseguenza, creando una privatizzazione della caccia nei propri terreni. Secondo noi i proprietari o conduttori dei fondi devono e possono intervenire per primi ed urgentemente al verificarsi del danno, ma dietro prenotazione telefonica al sistema che inibisce altre richieste da parte di altri sele controllori evitando sovrapposizioni nella stessa zona.

                               Eugenio Contemori
            Delegato Regionale Enalcaccia per la Toscana
Pubblicato il: 2 novembre, 2018 in: Regionale

Dott. Marco Remaschi
Assessore della Regione Toscana
“ Paolo Banti
Responsabile Settore Attività Faunistica
Venatoria della Regione Toscana.

Arezzo 29.10.2018

Egregi responsabili dell’Attività Faunistica Venatoria, del Territorio ed Agricoltura della Regione Toscana. Tramite un articolo di stampa sono venuto a conoscenza di una nuova richiesta d’interdizione alla caccia di una vasta area nella zona di Populonia, promossa da una ambientalista locale, evidentemente sostenuta da associazione ambientale.
L’area del promontorio di Populonia è già inserita nella rete “natura 2000”, con tutte le limitazioni che questa detta. Non vorremmo e non vogliamo tornare, come qualche anno fa, ad una “febbre” da “parco mania”. In Regione Toscana abbiamo superato di gran lunga il dettato della legge 157/92, art. 10 comm. 3, anche senza tener conto che essa cita quanto segue “In dette percentuali sono compresi i territori ove sia comunque vietata l’attività venatoria anche per effetto di altre leggi o disposizioni”. Per questo motivo dovrebbero essere inserite anche le fasce adiacenti a strade carrozzabili, ferrovie, piste ciclabili, ville e casali ecc. ecc.
Su tale vasta area di Populonia operano, per di più, cacciatori che si dedicano alla caccia da appostamento che, al contrario di quanto si afferma o si può pensare, è la meno pericolosa e la meno invadente di tutte le tipologie di prelievo venatorio, con tempi veramente ristretti dettati dal “passo” di selvaggina migratoria. Passo che avviene, fra l’altro, a fine della stagione turistica.
Con la presente si richiede tutta la vostra collaborazione affinché quanto chiedono non sia accolto né tanto meno messa in opera da codesta Amministrazione Regionale Toscana.
Cordiali saluti.


Il Presidente
Eugenio Contemori
Delegato Regionale Enalcaccia per la Toscana

Pubblicato il: 22 ottobre, 2018 in: Regionale

Al Presidente della Regione Toscana: Enrico Rossi.
Al Segretario la Presidenza Regionale: Ledo Gori.
All’Assessore alla Caccia della Regione Toscana: Marco Remaschi.
Al Dirigente alle attività Faunistico Venatoria: Paolo Banti.
Al Dirigente alle attività Faunistico Venatoria: Paolo Banti.

Vostre rispettive sedi in Regione Toscana

Questa Associazione venatoria U. N. Enalcaccia Pesca e Tiro della regione Toscana, in merito agli ultimi incontri ed argomenti trattati in sede regionale suggerisce e propone:

  1. Alla proposta di trasformazione delle Zone di Ripopolamento e Cattura in Zone di Rispetto Venatorio.

Si richiede e si propone che gli ATC. che hanno in gestione le Z.R.C. eZ.R.V., nominino e rinnovino i Comitati di Gestione di tali zone che non danno garanzie di funzionamento. (riproduzione ed irradiamento) Si richiede che questo avvenga possibilmente e comunque prima dei censimenti e delle catture per le relative immissioni nel territorio gestito alla caccia. Detti Comitati di Gestione siano composti da un rappresentante per ciascuna delle tre associazioni venatorie maggiormente rappresentative a livello regionalee da un rappresentante per le tre associazioni agricole presenti nelterritorio dell’ATC.

2) Si richiede che solo ed esclusivamente quelle Z. R. C. che non producono più selvaggia di cattura, lepri e fagiani, e che sono in stato di abbandono ormai da anni, con territorio fortemente boscato o, come detto, in stato di abbandono, possano essere modificate in Z. R. V. in modo tale che il nuovo comitato possa mettere in atto quanto prevede l’art. 12 comma 1 lett. f. 7. – Il parametro per rimanere Z.R.C. attuali potrebbe essere quello di avere catturato negli anni 2016 e 2017, all’interno di dette Z.R.C. almeno 2/3 capi di lepre e 4/5 di fagiano per ogni 100 ettari di territorio occupato per ogni anno.-

3) Alle Direttive agli ATC per velocizzare l’attuazione di piani di prelievo degli ungulati:

Una delibera non può “raccomandare agli ATC” deve dettare ciò che essi devono fare. Gli interventi siano fatti da cacciatori abilitati in selezione e, dove possibile, con l’intervento diretto delle squadre limitrofe o delle zone limitrofe.

4) Direttive agli ATC per agevolare l’attuazione in materia faunistico venatoria:

Costituzione di gruppi di lavoro per supportare gli ATC, fermamente composti dai cacciatori. Gli ATC cosi come sono adesso, crediamo non siano in grado di gestire il tutto.

5) Direttiva per rafforzare la struttura tecnico amministrativa degli ATC:

La Delibera non deve e non può “raccomandare agli ATC” ma deve dettare. La rilevazione dei danni fatta dal tecnico o personale dell’ATC deve essere supportata da un Agricoltore ed un Cacciatore nominato dalle relative associazioni provinciali.

6) Osservatorio per la fauna e l’attività venatoria: OK.

7) Direttive agli ATC per agevolare la piena attuazione delle disposizioni in materia Faunistica Venatoria:

Si alla nomina di tre Funzionari della Regione per supportare gli ATC in materia faunistica venatoria.

In alternativa si potrebbe nominare Direttore, senza diritto di voto, il Funzionario periferico della Regione presente in quella Provincia o A.T.C. In questo caso avremmo un Funzionario responsabile di collegamento fra Regione e ATC, presente ad ogni riunione dell’A.T.C.

8) E’ urgente la delibera per la rilevazione ed indennizzo dei danni alle coltivazioni con parametri uguali in tutta la regione.

E’ urgente, come detto in tante riunioni, snellire l’iter che la pratica deve percorrere fra la domanda e l’autorizzazione all’intervento.

In attesa di nuovi incontri e consultazioni, si inviano cordiali saluti.

Il Presidente
Eugenio Contemori

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