La storica braccata al cinghiale, una grande tradizione in pericolo

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Enalcaccia Grosseto si espri- me sulla legge obiettivo e au- spica nuove misure da parte della Regione Con l’arrivo del 2019 si è aper- to da qualche giorno l’ultimo periodo previsto per la caccia al cinghiale in braccata per la stagione venatoria 2018/2019. Arrivati a questo punto è giun- to il momento per Enalcaccia Grosseto di iniziare a traccia- re il consueto bilancio annuale attraverso le parole del proprio presidente Gabriele Dettori. Conosciutissimo nell’ambiente venatorio da anni, Dettori dopo essere stato socio dell’asso- ciazione per un lungo periodo è stato poi eletto a presidente per la provincia di Grosseto nel giugno del 2018 con l’obiettivo di risollevare la sezione ma- remmana. “Giunti ormai pros- simi alla conclusione di questa annata venatoria – scrive nella sua lettera Dettori – Enalcaccia Grosseto vuole fare un’analisi di tutti i risultati ottenuti fino a questo momento per quello che riguarda la braccata al cinghiale. Dopo aver sentito numerosi rappresentanti delle squadre di caccia, risalta subito all’atten- zione che il numero degli incontri di cinghiali durante le battute è stato fino ad adesso in evidente diminuzione, un fatto molto strano per le nostre zone. Avendo appurato la pre- senza sempre maggiore del lupo nei nostri comprensori, pensiamo che ci sia sicuramen- te da puntare il dito sulla legge obiettivo. Tale legge, a nostro modesto avviso, oltre a essere male strutturata non ha nean- che ottenuto i risultati sperati in termini di contenimento dei danni. Noi di Enalcaccia Gros- seto crediamo che non sia giu- sto sparare per tutto l’anno ai cinghiali uccidendo indistinta- mente esemplari adulti, magari con una prole che andrà incon- tro a sicura morte, e permettere poi che la carne sia venduta, creando così un business per tutti quegli sparatori che non hanno sicuramente a cuore la nostra tradizione più antica. Ci chiediamo quindi perchè non destinare eventualmente il de- naro ricavato dagli abbattimen- ti per risarcire i danni che gli agricoltori sono stati costretti a subire? Detto questo, Enalcaccia Grosseto si augura che la Regione Toscana riveda la legge 10/2016 affinchè una dellenostre tradizioni più antiche possa continuare a esistere anche nei prossimi anni. Tra l’altro la braccata è il mezzo ritenuto più efficace per il contenimento delle popolazioni di cinghiali e, di conseguenza, la riduzione dei danni all’agricoltura. La caccia al cinghiale, quella vera, deve gravitare intorno al lavoro dei cani..”.