Pubblicato il: 17 giugno, 2012 in: Regionale

Se  andando  in  campagna  o  nel  bosco,  vedi  un  cucciolo  di  lepre,  di  uccelli,  di  capriolo  e/o  altro ungulato,  o  altri animali  non  domestici,  guardali  ma  non  li  toccare.  La  loro  madre  è  vicina  e  ti  sta  guardando  con  paura,  per  lei  tu  sei  un  pericoloso  predatore.  

Le femmine di capriolo, all’inizio dell’estate partoriscono  la  loro prole,  le  femmine  di  lepre lo fanno più  volte durante l’anno.  I piccoli  vengono,  solitamente,  lasciati  al  riparo fra l’erba dei prati o ai  margini del bosco.  Le  madri durante il giorno si discostano dai loro  piccoli per nutrirsi e o per riposare,  stanno  con  i  piccoli  solo  per  allattarli,  dopodiché  si  mettono  in  guardia  nelle  immediate  vicinanze.   Tra i volatili, può capitare di vedere a terra piccoli uccellini,  che possono sembrare in difficoltà o abbandonati. Nulla  di  tutto  ciò. 

Toccarli,  raccoglierli  e,  peggio ancora,  portarli  via,  oltre  ad  essere  vietato  dalla  legge, condiziona irrimediabilmente la loro sopravvivenza.  L’odore che lasciamo in  loro,  con  il  nostro  contatto,  li  fa  abbandonare  dalla  madre  ed  avviare  verso  sofferenze  e  morte  sicura.  Per  le  loro  madri,  l’uomo  è  un  pericolo  al  pari  di  qualsiasi  altro  predatore.  

Eugenio  Contemori

Delegato  Regionale  Enalcaccia  per  la  Toscana

Enalcaccia Toscana - Via Vittorio Veneto 224 - 52100 - Arezzo - tel 339 2086000 - fax 0575 295666
Powered by Gellus Soluzioni -- Hosting by InitZero

Creative Commons License