Home Arezzo Problematiche territoriali relative all’attività venatoria conseguenti alle norme dettate dal  DPCM del 03.11.2020 nelle aree classificate ZONA ARANCIONE

Problematiche territoriali relative all’attività venatoria conseguenti alle norme dettate dal  DPCM del 03.11.2020 nelle aree classificate ZONA ARANCIONE

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Problematiche territoriali relative all’attività venatoria conseguenti alle norme dettate dal  DPCM del 03.11.2020 nelle aree classificate ZONA ARANCIONE

Egregi Assessore e Dirigente,

Preme allo scrivente, portare alla Vs. attenzione, sollecitandone la risoluzione, le problematiche che, purtroppo, a seguito dell’emanazione del decreto di cui all’oggetto e del successivo passaggio della ns. regione in area arancione, si stanno verificando sul territorio della ns. provincia, come del resto in tutti i territori classificati in modo analogo.

Prima di andare ad elencare le varie peculiarità, occorre tener conto che, in linea generale, il decreto di  che trattasi prevede che, qualora nel  proprio  comune, non sia disponibile un servizio o non possa praticarsi una specifica attività, purchè ancora autorizzata, la stessa potrà svolgersi anche fuori  dal  comune di residenza/domicilio dichiarato.

Tutto ciò premesso, con la presente siamo gentilmente a richiedere, relativamente a:

CACCIA AL CINGHIALE IN BRACCATA

Condividiamo di buon grado la vs. proposta di ridurre il numero minimo di partecipanti alle braccate, così da agevolare le squadre nell’organizzare le battute, ma tenuto conto del principio di cui sopra, segnaliamo che nella ns. provincia vi sono iscritti alle squadre, la cui squadra, nel comune di  residenza/domicilio di  questi  iscritti, non ha territorio  assegnato; per loro riteniamo possa prevedersi lo  spostamento in altro comune, ove la squadra ha il territorio di  battuta assegnato.

CACCIA DI SELEZIONE

Tale caccia si svolge in forma singola, quindi i contatti con altri sono nulli; si organizza territorialmente per distretti nei quali il cacciatore deve cacciare; vi sono cacciatori che risiedono/domiciliano in un comune ma appartengono ad un distretto con territorio in altro comune; per loro, in virtù del principio espresso in premessa, chiediamo l’accesso nel distretto di appartenenza.

CACCIA DA APPOSTAMENTO FISSO ALLA MIGRATORIA

I cacciatori, come del resto  tutta la popolazione, vive nelle realtà di  fondovalle; chi è titolare di  appostamento  fisso, ha dovuto realizzare l’impianto in aree vocate a tale attività, che spesso  coincidono con le zone di montagna e quindi  fuori dal  comune di  residenza/domicilio; tenuto  conto  che questa tipologia di  cacciatori, nel  caso  sopra riportato, non può esercitare l’attività venatoria specifica nel proprio comune, perché, come detto, interessato  da area non vocata, siamo  a richiedere, ribadendo le considerazioni  riportate in premessa, di autorizzare il raggiungimento dell’appostamento  fisso  di  caccia, anche fuori  comune, al  quale il cacciatore, in considerazione della situazione sanitaria di  forte criticità, potrà accedere in forma singola, magari  a rotazione tra i titolati  all’utilizzo, o nel caso di  ampiezza adeguata dell’impianto anche in più di un individuo.

RAGGIUNGIMENTO DEL PROPRIO TERRIRORIO COMUNALE ATTRAVERSANDO ALTRO COMUNE

Vi sono cacciatori che, al momento, per raggiungere il territorio comunale ove risiedono/domiciliano al fine di svolgere l’attività venatoria (in alcuni casi preclusa nella propria località /frazione) sono costretti ad attraversare altri territori comunali; per loro, sempre in virtù del principio richiamato in premessa, siamo a chiedere di  derogare in tal  senso, consentendo l’attraversamento  di  altro  territorio  comunale, per raggiungere il proprio territorio comunale.

Segnalo inoltre che alcuni ns. associati, originari della ns. provincia ma residenti/domiciliati nel  comune di Firenze, in considerazione che l’intero loro  territorio  comunale è interdetto alla caccia, lamentano tale sofferenza, di fatto non potendo  esercitare al momento l’attività venatoria; per loro chiediamo che sia previsto il raggiungimento  di  altri territori comunali, cui  sin oggi avevano  titolo ad accedere.

Concludo, con una riflessione, che è anche una richiesta:

La caccia, nella quasi totalità delle sue tipologie, si svolge in forma singola e comunque in condizioni di  sicurezza rispetto  alle norme anti  covid-19 ed in aree boschive/rurali. In considerazione di ciò chiediamo che la medesima possa esercitarsi nell’ATC di  residenza venatoria o, nel  caso di quotisti di  AFV/AAV, all’interno  delle medesime, anche poste fuori dal  comune di residenza/domicilio.

In attesa di un Vs. sollecito riscontro, saluto cordialmente,

f.to   Iacopo Piantini
Presidente Provinciale Enalcaccia Arezzo V. Presidente Nazionale Enalcaccia

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