Pubblicato il: 28 maggio, 2018 in: Regionale

Pronunciavi il suo nome, tutt’ora lo pronunci “Giancarlino”, e tutti i cacciatori della provincia di Arezzo e di quelle limitrofi ed oltre sapevano e sanno di chi si parla o si vuol parlarne.
Circa 34 anni fa, con una intuizione lungimirante fu affidato a Giancarlo Giusti l’unico “quagliodromo” Enalcaccia di Arezzo “Il Ponte” ed alla moglie Manuela, la gestione del piccolo “chiosco” dall’allora Presidente provinciale Enalcaccia Sabatino Micheli poiché, in quei tempi, la conduzione non era tale da soddisfare le nostre aspettative. Dalla sua gestione è stato un crescendo d’interesse e punto di riferimento dei cacciatori cinofili di mezza Toscana, umbra e marchigiana. Oltre ad essere divenuto G.G.V.V. fu eletto nel consiglio provinciale dell’associazione ricoprendo incarichi importanti e, con l’avvento degli ATC a componente il comitato stesso. Quello che questo Amico è riuscito a fare con la gestione del centro di addestramento cani ha dell’incredibile, ha portato nel centro di addestramento gare importanti per la cinofilia ed indimenticabili per l’affluenza che richiamava, per i “grandiosi” premi messi in palio. In proposito ricordo le telefonate avute da altri presidenti o gestori di centri d’addestramento affinché ridimensionasse i premi, ma per Giancarlino il fine non era il “guadagno” ma la riuscita della manifestazione, rendere soddisfatti i partecipanti era il suo fine, un esempio sono le abbondanti merende messe a disposizione gratuitamente dalla moglie Manuela a fine gara per tutti i concorrenti ed i presenti. Ha saputo fare una gestione accurata altruista, esperta e competente di detto centro e del sodalizio che presiedeva, queste sue qualità da tutti riconosciute hanno portato nel tempo il sodalizio Enalcaccia di Indicatore da 23/24 soci a ben 140 soci in Enalcaccia.
Giancarlino, come dicevamo era persona perbene, sana, disponibile verso tutti, allegro, in proposito le sue barzellette portavano il buon umore a tutti i presenti nel centro e ne aveva in continuazione. Purtroppo una decina di mesi fa ha avuto un ictus e sono stati dieci mesi di sofferenza sua, di tutta la famiglia e di tutti i suoi amici che hanno sempre sperato, almeno in una parziale guarigione, in modo tale da rivederlo su quel campo di gara che ha tanto “amato”. Invece il 10.03.18 il cielo ce lo ha rapito. Il presidente, i componenti il consiglio della sezione provinciale di Arezzo, il gruppo guardie giurate, i componenti la squadra di caccia al cinghiale di Pergine Valdarno ed i soci tutti partecipano contriti al dolore della famiglia Giusti. Alla moglie Emanuela, alla figlia ed agli amati nipoti giunga il nostro sentito cordoglio.
Il suo amico, Eugenio Contemori

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